Home
Chiesa di Cristo Gesù a Pomezia
testimoniamo Cristo crocifisso e risorto

home | chi siamo | benvenuti | riflessioni | studi biblici | domande e risposte | contattaci |

cerca nel sito


DOVE STA DIO?

Domanda:

Dio non può intervenire nella nostra vita, per consentirci, nella più totale libertà, di scegliere le nostre azioni rispettando così il libero arbitrio. Così ogni uomo rimane libero di compiere qualsiasi gesto, legato solamente alla morale ed al contesto sociale in cui è nato e cresciuto, questo ovviamente permette anche gesti disumani come stupri e qualunque altra forma di violenza che ad una persona poco sana di mente o malvagia o deviata possa venirgli in mente, vincolato soltanto dalle leggi e dalle regole che la propria società gli consente. La mia domanda è questa: “E’ giusto tutto questo?” e ”Dove sta Dio?”


Risposta:

Nuova pagina 1

No, tutto questo certamente non è giusto. Non sono giusti i gesti disumani. Non sono giuste le violenze di ogni genere e contro chiunque.
Però, riflettiamo un momento... A pensarci bene, noi possiamo accorgerci del male, solo perché esiste il bene. Possiamo accorgerci del buio solo perché da qualche parte c'è luce. Se la luce non esistesse affatto, se tutto fosse tenebre, non avremmo modo di accorgerci di nulla, saremmo del tutto inconsapevoli, chiusi dentro una cappa buia, incapaci della benché minima percezione di ciò che è bene (= non la violenza, ma affettuosità e cura; non la disumanità, ma umanità; non la malvagità, ma benignità).
La luce, il bene, è Dio, è il Punto di Riferimento che indica ciò che è buono e ciò che non lo è a quanti desiderano umilmente ascoltarlo. La Sua parola buona, positiva, incoraggiante - proprio nelle tenebre e  nonostante le tenebre! - ci viene proposta nella persona di Gesù. Anche Gesù subì il male: odio, incomprensioni, violenza, morte tragica. Per questo Gesù è in grado di comprendere il male che viene fatto a noi (e anche quello che noi facciamo agli altri), e di mostrarci la via dell'agire corretto e amorevole (nonostante il male).
Gesù non promette ai suoi discepoli una via per evitare il male o per non subire azioni malvage, ma insegna la strada per sopportare pazientemente il male, imparando a confidare. Proprio così, confidare nonostante il male, le violenze, le ingiustizie. Gesù è il Cristo di Dio anche perché capace di simpatizzare con noi (=soffrire insieme a noi) nelle nostre malattie morali; è capace di soccorrerci al momento opportuno, quando abbiamo più bisogno di lui. Dobbiamo soltanto imparare ad aprire le nostre menti alla possibilità fiduciosa di ciò che è bene. Mediante la preghiera e l'azione positiva si può riuscire ad attenuare per quanto possibile gli effetti devastanti del male (ingiustizie, violenze). Il quale agisce sì, ma sapendo di avere un destino segnato. Non può vincere, perché Dio ne ha già decretato la sconfitta finale. Gesù ci mostra che Dio è davvero Amore. La sua resurrezione mostra infatti che tutta la violenza e l'ingiustizia del mondo non sono in grado di sconfiggere la vita che è in Cristo Gesù, Figlio di Dio. Se oggi ci leghiamo a Lui in una conversione profonda e sincera, usiamo la nostra libertà per afferrare un destino positivo di vita, di bontà. La vita del discepolo di Gesù è infatti nascosta con Cristo in Dio. Quando Cristo sarà manifestato, allora anche i Suoi discepoli otterranno la Sua gloria, l'onore della vittoria di ciò che è buono su ciò che non lo è.
Dio sta proprio accanto a noi. Infatti in Lui ci viviamo, ci muoviamo ed esistiamo. Ma spesso tendiamo a dimenticarlo, a non vederlo, o forse a darlo per scontato, come l'aria che respiriamo (di cui ci accorgiamo solo quando ci viene a mancare).
Certo, l'uomo è capace anche di abituarsi a vivere senza Dio, facendo a meno di Dio, in modo in-dipendente da Dio. È capace di azzittire la propria coscienza fino al punto da farne  a meno, da comportarsi da in-cosciente.  E i risultati sono proprio sotto i nostri occhi, se li teniamo aperti. "La morale e il contesto sociale" sono quelli di una società umana (cioè, disumana) che è malata nel profondo. Nonostante ciò, nonostante i male, accade che la luce continua a splendere nelle tenebre, ma le tenebre continuano a non accoglierla. Dove vogliamo liberamente e coscientemente schierarci, dentro le tenebre o nella luce? Coraggio!


www.chiesadicristopomezia.it non avalla siti esterni
Copyright 2006 - Software realizzato da Giorgio Valenti (Roma)