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I RASTAFARIANI

Domanda:

Come posso cambiare religione? Sono cattolico e vorrei avvicinarmi al credo rasta,ma non ho trovato informazioni utili. Grazie.


Risposta:

Gentile Signore,

 

i rastafariani costituiscono un movimento o meglio una varietà di movimenti localizzati in Giamaica e San Domingo sin dagli anni trenta del secolo scorso. Sono diffusi tra i poveri senza terra e si ispirano al movimento “Back to Africa” (ritono all’Africa) di Marcus Garvey, favorito dall’ascesa al trono di Ras Tafari (di qui il loro nome) come imperatore d’Etiopia.

Ras Tafari è tuttora considerato il messia dei neri che, secondo il credo rastafariano, sono i veri ebrei, coloro che verranno presto redenti.

I rastafariani respingono la cultura bianca e il cristianesimo, anche se conservano parti della Bibbia. Presso di loro la dignità della persona è legata a un’etica puritana, e fumare ganja (marijuana) è considerata una pacifica esperienza mistica. (v. Dizionario delle religioni del mondo, a cura di John R. Hinnells, con prefazione di Elémire Zolla all’edizione italiana, 1988).

 

Fatto salvo il diritto alla Sua scelta religiosa, ci consenta qualche breve riflessione e qualche consiglio amichevole.

Le consigliamo vivamente di rileggere con attenzione e scrupolo il testo del Vangelo, di tutto il Nuovo Testamento. La Parola di Gesù può infatti rivelarsi illuminante nella ricerca che Lei sta conducendo.

Gesù non si presenta a noi come messia-condottiero o duce militare né come un capo di stato, egli non è un imperatore che viene servito dagli altri. Al contrario, Gesù il messia, pur essendo Signore e Maestro, viene non per essere servito ma per servire gli altri, un servizio così umile e benefico che lo spinge a donare la propria vita per tutti noi, onorandoci col titolo di “amici” (Giovanni 13,13 ss; 15,13 ss.).

Egli ricerca i poveri, coloro che sono davvero tali, che sanno di dipendere in tutto dal Padre, ricerca coloro che piangono per le persecuzioni subite per amore di Dio, coloro che sono mansueti, che sono affamati e assetati della giustizia di Dio, quelli dal cuore puro, quelli che si adoperano alla pace: tutti costoro egli onora, indipendentemente dal colore della pelle e dalla loro cultura (Matteo 5,1 ss; qui “beati” significa più propriamente “onorati”).

In Cristo Gesù infatti le differenze culturali, pur importanti, possono essere superate grazie alla fede fiduciosa che dimora nei cuori rinnovati dalla Parola del Signore e per sentirsi realmente amati da Dio, dinanzi al quale “non c’è né Giudeo né Greco, né schiavo né libero…”. Così persone di diversa provenienza e origine possono essere “uno in Cristo Gesù” (Galati 3,25-29). Quando Gesù vuole presentare il modello del “prossimo” indica un samaritano. Costui, per la cultura giudaica del tempo, era il “diverso” e l’odiato per eccellenza; eppure, dice Gesù, questo “diverso” e inaccettato è il prossimo tuo (Luca 10,25 ss.).

Gesù è il redentore di tutti gli uomini. Egli è in grado di liberare tutti dal male, e non soltanto alcuni, una elite nera o una elite bianca. Il volere di Dio è infatti che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità che è Gesù (2 Timoteo 2,4; Giovanni 14,6).

L’etica puritana, apparentemente pura ma in effetti ipocrita, ha tradito il messaggio di Gesù espresso nel Nuovo Testamento.

Per fare esperienze alte di fede non c’è alcun bisogno di ricorrere ai narcotici. Il credente viene anzi esortato ad essere vigile e cosciente in ogni momento della propria vita che si informa allo Spirito del risorto (Efesini 5,15-18). L’esperienza di fede più alta è, ad esempio, quella della rinascita battesimale in Cristo della persona credente e ravveduta; la persona che si battezza secondo il Vangelo viene innestata a Cristo per vivere la vita vera del rinato nell’amore del Padre (Romani 6,1 ss.).

Questa esperienza continua poi nell’altra, quella della Cena del Signore, attuata con pane e vino nell’ambito della comunità di credenti nel primo giorno della settimana in memoria della morte-e-resurrezione di Gesù. Del resto ogni aspetto della vita del credente è un culto continuo reso a Dio nel rispetto del Suo volere buono (Romani 12,1 ss.). Per questo il discepolo di Gesù, pur invecchiando, si rinnova interiormente ogni giorno, perché guarda non alle cose visibili ma alle cose che sono eterne (2 Corinzi 4,16 ss.). Quale diversità nell’etica di Gesù! Che sia Lui il solo Maestro degno d’essere amato e seguito?

 

La invitiamo cordialmente a proseguire questo colloquio e restiamo a Sua disposizione anche per incontrarci dove Lei desideri, per apprendere assieme i tesori della Parola di Dio rivelata in Cristo Gesù.


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