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Pedofilia, tra scandalo e Vangelo

Domanda:

Lo scandalo che ha coinvolto anni fa la chiesa americana ha sollevato parecchio scalpore. Mi riferisco agli abusi subiti da giovanissimi da parte di appartenenti al clero. Sappiamo benissimo che un tale fenomeno non ha solo una collocazione geografica e temporale ben definita, nel senso che tali fenomeni si sono sempre verificati, ma che non si sono saputi ufficialmente. Sarei lieto di ascoltare la vostra opinione a riguardo. Grazie. (Antonio)


Risposta:

Caro Antonio,

 

non siamo qui a ripetere ciò che ormai è stato registrato dalla stampa mondiale a proposito dei gravissimi casi di pedofilia verificatisi nella chiesa cattolica americana, e non solo. Il cardinale Tonini ha avvertito che anche la chiesa cattolica in Italia potrebbe presto essere chiamata a rispondere sul problema dei preti pedofili (TeleVideo RAI, 23.04.2002).
Da un lato va ammirato il coraggio con cui Giovanni Paolo II affrontò e denunciò lo scandalo. Dall’altro  lo scandalo in cui venne a trovarsi la diocesi di Boston (il cui vescovo aveva coperto certi comportamenti) fece epoca e costò molti milioni alla chiesa cattolica per far fronte alle richieste finanziarie per danni morali e materiali. Non si può che guardare a tutto questo con dolore e con sdegno. E anche con perplessità, se si pensa che quel vescovo venne poi trasferito a Roma, presso la basilica di S. Maria Maggiore.

 

Il Vangelo presenta Gesù che nei confronti dei bambini tiene un rapporto meraviglioso. Li benedice e li propone come esempi e raccomanda a noi adulti: Se non diventate come piccoli fanciulli, non entrerete affatto nel regno dei cieli. L’umiltà, la mansuetudine, la bontà d’animo dei bambini dovrebbero essere per gli adulti lo specchio per confrontarci e per cambiare mentalità. Il fanciullo è l’essenza stessa della purezza d’animo. Per il Vangelo il bambino e la bambina sono puri, non nascono con alcun peccato, non sono peccatori come gli adulti. Siamo noi, non loro, ad aver bisogno della rinascita battesimale e, poi, necessitiamo continuamente di verificare la nostra vita alla luce del Vangelo, pentendoci del male che pensiamo e facciamo.

Adulterare, rovinare, incrinare, sporcare questa relazione buona tra Gesù e i bambini è scandaloso. Gesù stesso afferma: Se uno scandalizza uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio che si mettesse una macina da mulino al collo e si gettasse nel mare! (Ogni commento è superfluo).

 

Detto questo, non si può non riflettere sulle cause che generano una simile immoralità. Se ne indicano alcune, insieme a qualche considerazione di carattere biblico.

 

1.       Vi è una concezione tradizionale e, purtroppo, sbagliata della sessualità, del dono del sesso, dell’uso del sesso. Concezione che solo oggi viene a fatica ri/considerata nella chiesa cattolica. Ma la concezione è tuttora imperante in molti ambienti. Per la Bibbia la sessualità è dono di Dio, e non ha affatto come unico scopo, né come scopo primario, quello della procreazione. “Non è bene che l’uomo sia solo”, dice Dio nella Genesi. E crea la donna per l’uomo, e l’uomo per la donna: per la mutua compagnia sul piano umano, sessuale, famigliare, etc. Dire, invece, che è meglio per una data categoria di uomini (preti) essere soli, significa purtroppo contraddire la natura e la Parola di Dio, con le conseguenze che tutti sappiamo e vediamo (se le vogliamo sapere e vedere).
A proposito di sessualità male insegnata e peggio adoperata, può venire alla mente quel passo dei «Promessi Sposi» in cui Manzoni, delineando la situazione degli infanticidi che si attuavano nei monasteri (bambini nati da rapporti tra religiosi e religiose), scrive che invece di cercare «lontano» si sarebbe dovuto «scavare vicino», cioè all’interno dei monasteri stessi, per ritrovare i corpicini sepolti.
Già nella Bibbia ebraica la sessualità è presentata come espressione buona, positiva della personalità dell’uomo e della donna. Abramo, per esempio, ha normalmente rapporti con la moglie Sara, e ciò viene indicato dalla lingua ebraica con l’eufemismo «scherzare». Abramo «scherza» con sua moglie Sara nel senso che i due giocano a far l’amore. Questa sessualità non è cattiva, anzi essa è buona, non è né peccaminosa né scandalosa, ma casta e dono di Dio. Ma essa è stata negata, nascosta, contraddetta, punita per secoli nella società cristiana, purtroppo, con le conseguenze che sappiamo e vediamo (se le vogliamo sapere e vedere).

 

2.       Non dimentichiamo che presso i primi cristiani il matrimonio era una condizione onorata da tutti. La maggior parte dei discepoli di Gesù era sposata, molti di loro ebbero moglie e figli. Una buona famiglia, anzi, era considerata la condizione qualificante per aspirare al servizio di vescovo. «Se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?», chiede Paolo apostolo (1 Timoteo 3). Da secoli ormai, stranamente, vescovi e preti debbono essere celibi. Ma in principio non era così. Non che il matrimonio, da solo, avrebbe potuto tamponare ogni scandalo, ma forse, se si fosse seguìto il consiglio di Dio in merito, tanti scandali si sarebbero potuti evitare.

 

3.       è noto che la città di Corinto era particolarmente immorale: vi si praticava ogni genere di fornicazione, la facilità dei costumi era estrema.
Qui l’apostolo Paolo, quasi seguendo il criterio “estremi mali estremi rimedi”, raccomanda che «per evitare le fornicazioni, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni moglie il proprio marito».  Domandiamoci: Perché lo stesso suggerimento (apostolico!) non potrebbe essere valido anche oggi per la situazione di preti? Perché non adottare il consiglio buono della Parola di Dio per tutti quei sacerdoti che, dopo anni di sacrifici, non possono più continuare ad andare avanti in uno stato di celibato abbracciato forse quando non avevano la maturità per fare una tale scelta?

 

4.       Siamo dunque dinanzi a due scandali. Uno, terribile, attuato verso bimbi innocenti. L’altro, non meno terribile, consiste nel fatto che la chiesa cattolica si è allontanata, purtroppo, dalla concezione biblica, per seguire tradizioni che la chiesa stessa si è data, ma che non hanno alcun sostegno nella Parola di Dio, anzi, la contraddicono.

 

5.       Non vanno dimenticati però quei sacerdoti che molto hanno fatto, e fanno, proprio contro lo scandalo della pedofilia. La loro azione è encomiabile, positiva. Anche per loro come per tutti noi, tuttavia, il consiglio del Vangelo è più importante e valido delle imposizioni ecclesiastiche umane, le quali causano danni morali e materiali spesso irrimediabili.

 

La Parola di Dio, se messa in pratica, potrebbe fare del bene anche all’uomo e alla donna moderni.

 

chiesa di Cristo Gesù, Pomezia-Roma


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