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Chiesa di Cristo Gesù a Pomezia
testimoniamo Cristo crocifisso e risorto

L'insegnamento (catechesi) di papa Ratzinger all'Angelus (21/10/2009) ha considerato la figura di Bernardo di Clairvaux (Bernardo di Chiaravalle), esaltando le qualità dell'ultimo dei grandi scrittori latini. Siamo nel XII sec., ci sono due papi, Innocenzo II (1130-1138) e Anacleto II (1130-1138). Bernardo difende la legittimità di Innocenzo II al quale si rivolge col titolo di "Vicario di Pietro". Ma dopo l'ascensione di Eugenio III (1145-53) egli chiamerà il papa col titolo di "Vicario di Cristo". Questo fatto è importante perché interrompe un'antica tradizione per la quale l'appellativo di "Vicarius Christi" era stato usato non solo per il vescovo di Roma, ma anche per altri vescovi e persino per prìncipi. Il primo che aveva applicato questo titolo al papa era stato Pier Damiani (nel 1057, in una lettera a Vittore II). Nella sua opera "De consideratione" Bernardo di Clairvaux si chiede quale "persona" il papa rappresenti nella Chiesa durante il corso della sua vita, ed ecco la sua risposta: "Tu sei il gran sacerdote, il pontefice sommo; tu sei il primo dei vescovi, l'erede degli apostoli; tu per preminenza sei Abele, per il governo sei Noè, per il patriarcato sei Abramo, per l'ordine sei Melchisedech, per la dignità sei Aronne, per l'autorità sei Mosè, per la giurisdizione sei Samuele, per il potere sei Pietro, per l'unzione sei Cristo". Quale esempio di lode e glorificazione! Il titolo di "Vicarius Christi" fu presto adottato nel linguaggio della cancelleria papale sotto Eugenio III. Alla fine del XII sec., Innocenzo III (1198-1216) riservò quel titolo esclusivamente alla funzione del pontefice romano. Si comprende dunque come ancor oggi Joseph Ratzinger esalti Bernardo di Clairvaux. Secondo la Parola di Dio, tuttavia, se proprio si vuol parlare di "vicario", il vero vicario di Cristo è soltanto lo Spirito Santo, che ha insegnato e ricordato agli apostoli "tutta la verità" di Gesù (Gv. 16,1-16). La quale è stata poi messa per scritto nel Nuovo Testamento. Se lo si legge con semplicità di cuore e con amore verso Gesù Cristo si osserva che neppure uno dei titoli altisonanti che Bernardo di Clairvaux attribuiva al vescovo di Roma si ritrova nei documenti apostolici del Nuovo Testamento. Una dimenticanza dello Spirito del Risorto? Il Maestro Vivente, Gesù Cristo, dice che se a lodare gli uomini sono altri uomini, la lode non vale nulla (Gv. 5,41 ss.; Rom. 2,29). Purtroppo, molto spesso i cristiani di ieri e di oggi non fanno che esaltarsi e glorificarsi gli uni con gli altri. Occorre umilmente ricercare la lode del Signore, non la visibilità e il plauso degli uomini.

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Una nota sulla recente catechesi del papa su Bernardo di Clairvaux

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Vicario di Cristo?

 

L'insegnamento (catechesi) di papa Ratzinger all'Angelus (21/10/2009) ha considerato la figura di Bernardo di Clairvaux (Bernardo di Chiaravalle), esaltando le qualità dell'ultimo dei grandi scrittori latini. Siamo nel XII sec., ci sono due papi, Innocenzo II (1130-1138) e Anacleto II (1130-1138). Bernardo difende la legittimità di Innocenzo II al quale si rivolge col titolo di "Vicario di Pietro". Ma dopo l'ascensione di Eugenio III (1145-53) egli chiamerà il papa col titolo di "Vicario di Cristo".

Questo fatto è importante perché interrompe un'antica tradizione per la quale l'appellativo di "Vicarius Christi" era stato usato non solo per il vescovo di Roma, ma anche per altri vescovi e persino per prìncipi. Il primo che aveva applicato questo titolo al papa era stato Pier Damiani (nel 1057, in una lettera a Vittore II).

Nella sua opera "De consideratione" Bernardo di Clairvaux si chiede quale "persona" il papa rappresenti nella Chiesa durante il corso della sua vita, ed ecco la sua risposta: "Tu sei il gran sacerdote, il pontefice sommo; tu sei il primo dei vescovi, l'erede degli apostoli; tu per preminenza sei Abele, per il governo sei Noè, per il patriarcato sei Abramo, per l'ordine sei Melchisedech, per la dignità sei Aronne, per l'autorità sei Mosè, per la giurisdizione sei Samuele, per il potere sei Pietro, per l'unzione sei Cristo". Quale esempio di lode e glorificazione!

Il titolo di "Vicarius Christi" fu presto adottato nel linguaggio della cancelleria papale sotto Eugenio III. Alla fine del XII sec., Innocenzo III (1198-1216) riservò quel titolo esclusivamente alla funzione del pontefice romano.

Si comprende dunque come ancor oggi Joseph Ratzinger esalti Bernardo di Clairvaux. Secondo la Parola di Dio, tuttavia, se proprio si vuol parlare di "vicario", il vero vicario di Cristo è soltanto lo Spirito Santo, che ha insegnato e ricordato agli apostoli "tutta la verità" di Gesù (Gv. 16,1-16). La quale è stata poi messa per scritto nel Nuovo Testamento. Se lo si legge con semplicità di cuore e con amore verso Gesù Cristo si osserva che neppure uno dei titoli altisonanti che Bernardo di Clairvaux attribuiva al vescovo di Roma si ritrova nei documenti apostolici del Nuovo Testamento. Una dimenticanza dello Spirito del Risorto? Il Maestro Vivente, Gesù Cristo, dice che se a lodare gli uomini sono altri uomini, la lode non vale nulla (Gv. 5,41 ss.; Rom. 2,29). Purtroppo, molto spesso i cristiani di ieri e di oggi non fanno che esaltarsi e glorificarsi gli uni con gli altri. Occorre umilmente ricercare la lode del Signore, non la visibilità e il plauso degli uomini.