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Chiesa di Cristo Gesù a Pomezia
testimoniamo Cristo crocifisso e risorto

Gesù e il fondamento della vita   È noto che nel suo insegnamento Gesù trae spesso spunto dalla Bibbia ebraica. È bene perciò richiamarne qualche dato saliente che può rivelarsi importante anche per il nostro tema che andiamo sviluppando in queste settimane di agosto e che qui presento in forma sintetica, con le domande che costituiscono l'oggetto delle nostre discussioni. È Dio colui che fonda Un buon fondamento è garanzia di solidità e sussistenza dell'opera. Notiamo tre aspetti. 1. Dio ha fondato la terra (Sl. 24,2). Discussione Insolita - per noi - l'immagine della terra fondata su mari e stabilita su fiumi: dunque Dio è capace di trarre stabilità (terra ferma) dall'instabilità (acque)? Qual era la cosmologia ebraica? La terra fondata sull'acqua: è proprio necessario vedere qui l'ennesimo conflitto tra fede nel Dio che fonda la terra sulle acque e scienza che scopre che gli attuali continenti risultano dalla spaccatura di una più o meno unica, originaria massa terrestre? Come mai ancora oggi emergono isole? Il loro possesso viene subito rivendicato dalle nazioni vicine, ma che dopo qualche tempo quelle stesse isole sono di nuovo sommerse: Dio è tuttora attivo nell'opera creatrice? Prima crea un'isola, poi annulla la propria creazione? Per essere credenti, occorre davvero aderire necessariamente a una fede (medievale?) che appare continuamente in urto con la scienza moderna? Oppure il fondamento solido (eppure acquoso!) della terra e l'appartenenza a Dio del mondo e dei suoi abitanti è la condizione che deve indurre l'uomo/la donna ad innocenza e purezza interiori, contro vanità e frode (Sl. 24, 1 ss.)?   2. Dio ha pure fondato Gerusalemme sui monti santi (Sl. 87,1). Discussione Il turista che passeggi per la Roma moderna può ben dubitare che sia stata costruita sui sette colli fatali, mentre effettivamente il colpo d'occhio offerto ancor oggi dal territorio su cui sorge Yerushelaim è quello di un terreno montuoso. Eppure bisogna chiedersi: questa fondazione così speciale, giustifica forse oggi una rinnovata superiorità del moderno Israele? È proprio vero che così si giustifica quel movimento attuale che intende portare il Vangelo in Israele (quello fondato nel 1948), tenendo la Bibbia in una mano e nell'altra la bandiera del moderno Israele che mostra la stella davidica al centro di un manto per la preghiera ebraica? Dunque non è stata sufficiente l'esperienza delle cristiane nazioni dove si è consumato il matrimonio disastroso tra religione e bandiera, fede e politica? Oppure occorre attenersi al testo del Salmo secondo cui l'amore di Dio per Sion (Sl. 87,2) include l'amore per la Filistia (=Palestina), per Tiro (=Libano) e per l'Etiopia (Africa), perchè tutti sono nati in Sion? Questa nascita comune non potrebbe indurre a riconoscere finalmente che la stabilità dei rapporti inter/nazionali dipende davvero dall'Altissimo e che il Suo amore è realmente senza confini, come dovrebbe essere quello degli uomini?   3. Dio è inoltre il fondatore del diritto (Sl. 99,4). È Lui infatti che ha parlato e ha dato i suoi statuti (legge mosaica; Sl. 99,7). Colui che è grande e santo, che ama la giustizia e, pur punendo le azioni malvage, è colui che perdona: ecco il Dio che ha stabilito il diritto. Discussione Qui sta il fondamento del diritto ebraico, che trova nella legge (torà) la formula della conoscenza e della verità, secondo la polemica attestazione del fariseo Paolo (Rom. 2,17 ss.). Sta qui la torà (nòmos) che fissa ciò che è giusto e ciò che è sbagliato nelle relazioni interpersonali; due esempi: non rubare: fissazione dei diritto al frutto del proprio lavoro; ma che cos'era il lavoro per l'ebreo? Quale il rapporto tra lavoro e culto religioso? non fornicare: uso buono del dono della sessualità e del diritto alla sessualità (Es. 20,1 ss.); vogliamo tentare un confronto rispettoso col problematico consiglio coranico di avere al massimo quattro mogli, o con l'esigenza del celibato per i sacerdoti della chiesa cattolica moderna? Come stavano le cose da principio? Di più: che s'intende per diritto nel vangelo? (cfr, Gv. 1,11 ss.). E quali le conseguenze etiche di questo diritto? Un diritto divino proprio di chi governa? Diritto del monarca, del vescovo (o dei vescovi)? In questo contesto: perché l'empio passa come tempesta, mentre il giusto è dotato di un fondamento eterno (Prov. 10,25)? Qual è questo fondamento? La contrapposizione empio/giusto è la stessa che echeggia in Sl. 1,1 ss.? Come disse il cieco di Betsaida a Gesù: gli uomini mi sembrano alberi - uno strano esempio di confusione visionaria o una frase dotata di senso? Che cos'è il fondamentalismo e chi sono i fondamentalisti? Il concetto antico di fondazione era davvero fondamentale in una costruzione; si considerino gli ingegneri romani e la fondazione/costruzione dell'Anfiteatro Flavio; fondazione/costruzione delle grandi cattedrali (v. E. Zolla). Dio: garanzia del buon fondamento e della sussistenza della costruzione. L'ebreo osservava che l'universo sussisteva da tempo immemorabile, ergo: il fondamento del tutto dev'essere ottimo. È di questi giorni agostani l'ennesimo avvertimento degli scienziati: stiamo esaurendo le ultime risorse del pianeta. Anche un'ottima costruzione, ben fondata, può dunque essere sfasciata? Quello che è stato fondato da Dio stesso non può essere scrollato e sussiste: ma ciò significa forse che l'uomo non è capace di esaurire tutte le risorse (acqua, materie prime) come dimostrano ormai gli scienziati? C'è qualcosa in questo mondo che è sussistente, permanente e che davvero non può essere scrollato né distrutto? Cfr. Eb. 12,18 ss.: il che impone la domanda capitale: che cos'è il regno di Dio? In che consiste questo reame? Chiesa delle delusioni? Regno del terrore religioso ginevrino? Regno afferrato dai violenti? Regno del dio dei politici di ogni colore che non esitano a farne di tutti i colori? Il fondamento costituito da diritto e giustizia (Is. 28,14-18) Discussione Si noti il parallelismo con la parabola della costruzione e dell'inondazione (Lc. 6,48: Gesù attualizza la parabola di Isaia); Gesù afferma che l'uomo è chiamato da Dio alla responsabilità attiva di scavare profondo e a porre lui stesso il fondamento (su roccia o su rena)! Dunque non è solo Dio che fonda e stabilisce, ma egli chiama all'opera fondativa e fattiva anche l'uomo. La precisa responsabilità di scavare profondo: contro ogni forma di superficialità, semplificazione, banalizzazione. Oggi la superficialità affligge molti aspetti della vita: governi superficiali, matrimoni superficiali, amicizia superficiale (anzi virtuale), leggi e norme superficiali, ma purtroppo anche cristiani e chiese superficiali. Tutto sembra fatto per non sussistere, fatto per la precarietà... Si consideri bene la parabola della pietra in Sion (1 Pt. 2,1 ss. / Is. 28,16). La persona di Gesù Cristo fonda l'etica del credente (Eb. 1,1-4); la sua parola (= suo paradigma personale pratico) è ragione fondante della mia etica. La religione ha proposto spesso un'etica ipocrita (esempi tratti da: cattolicesimo, ortodossia, protestantesimo, ecc.). Ciò ha originato la critica mossa alla religione, cioè l'a-teismo filosofico. Oggi esiste però un a-teismo ben diverso, col quale è ben più difficile discutere, l'ateismo pratico: intacca credenti e non credenti; rifiuta qualunque fondamento per una costruzione duratura comune; perché non rubare, avendone l'occasione propizia? data l'opportunità, perché non fornicare? La risposta all'ateismo pratico non può essere che la testimonianza e le scelte coraggiose dei credenti. Per loro vale infatti il criterio - criterio esigente e da non considerare con autocompiacimento - espresso in 2 Tim. 2,14-19. Roberto Tondelli Piccola bibliografia e nota Elémire Zolla, Che cos'è la tradizione (1971). Si può non concordare con l'Autore in ogni sua affermazione, ma è difficile non apprezzarne la cultura e la provocazione a pensare proposta al lettore. Hans Küng, Dio esiste? (1979), sulle argomentazioni dell'ateismo filosofico; Idem, Ciò che credo (2010), interessante anche per le osservazioni su alcuni aspetti dell'ateismo pratico. Il materiale di questo studio presenta in forma stringata quanto è stato sviluppato nel corso di diverse lezioni e conversazioni. Può essere liberamente usato citando sempre la fonte. L'Autore resta a disposizione per domande, chiarimenti, osservazioni critiche e approfondimenti. © Roberto Tondelli, 2010 chiesa di Cristo Gesù, Pomezia (Roma), agosto 2010 email: cnt2000@alice.it       tel: 339.5773986

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Gesù e il fondamento della vita

Gesù e il fondamento della vita
 

È noto che nel suo insegnamento Gesù trae spesso spunto dalla Bibbia ebraica. È bene perciò richiamarne qualche dato saliente che può rivelarsi importante anche per il nostro tema che andiamo sviluppando in queste settimane di agosto e che qui presento in forma sintetica, con le domande che costituiscono l'oggetto delle nostre discussioni.

È Dio colui che fonda

Un buon fondamento è garanzia di solidità e sussistenza dell'opera. Notiamo tre aspetti.


1. Dio ha fondato la terra (Sl. 24,2).

Discussione

Insolita - per noi - l'immagine della terra fondata su mari e stabilita su fiumi: dunque Dio è capace di trarre stabilità (terra ferma) dall'instabilità (acque)? Qual era la cosmologia ebraica? La terra fondata sull'acqua: è proprio necessario vedere qui l'ennesimo conflitto tra fede nel Dio che fonda la terra sulle acque e scienza che scopre che gli attuali continenti risultano dalla spaccatura di una più o meno unica, originaria massa terrestre? Come mai ancora oggi emergono isole? Il loro possesso viene subito rivendicato dalle nazioni vicine, ma che dopo qualche tempo quelle stesse isole sono di nuovo sommerse: Dio è tuttora attivo nell'opera creatrice? Prima crea un'isola, poi annulla la propria creazione? Per essere credenti, occorre davvero aderire necessariamente a una fede (medievale?) che appare continuamente in urto con la scienza moderna? Oppure il fondamento solido (eppure acquoso!) della terra e l'appartenenza a Dio del mondo e dei suoi abitanti è la condizione che deve indurre l'uomo/la donna ad innocenza e purezza interiori, contro vanità e frode (Sl. 24, 1 ss.)?

 

2. Dio ha pure fondato Gerusalemme sui monti santi (Sl. 87,1).
Discussione

Il turista che passeggi per la Roma moderna può ben dubitare che sia stata costruita sui sette colli fatali, mentre effettivamente il colpo d'occhio offerto ancor oggi dal territorio su cui sorge Yerushelaim è quello di un terreno montuoso.
Eppure bisogna chiedersi: questa fondazione così speciale, giustifica forse oggi una rinnovata superiorità del moderno Israele? È proprio vero che così si giustifica quel movimento attuale che intende portare il Vangelo in Israele (quello fondato nel 1948), tenendo la Bibbia in una mano e nell'altra la bandiera del moderno Israele che mostra la stella davidica al centro di un manto per la preghiera ebraica? Dunque non è stata sufficiente l'esperienza delle cristiane nazioni dove si è consumato il matrimonio disastroso tra religione e bandiera, fede e politica? Oppure occorre attenersi al testo del Salmo secondo cui l'amore di Dio per Sion (Sl. 87,2) include l'amore per la Filistia (=Palestina), per Tiro (=Libano) e per l'Etiopia (Africa), perchè tutti sono nati in Sion? Questa nascita comune non potrebbe indurre a riconoscere finalmente che la stabilità dei rapporti inter/nazionali dipende davvero dall'Altissimo e che il Suo amore è realmente senza confini, come dovrebbe essere quello degli uomini?

 

3. Dio è inoltre il fondatore del diritto (Sl. 99,4). È Lui infatti che ha parlato e ha dato i suoi statuti (legge mosaica; Sl. 99,7). Colui che è grande e santo, che ama la giustizia e, pur punendo le azioni malvage, è colui che perdona: ecco il Dio che ha stabilito il diritto.
Discussione

Qui sta il fondamento del diritto ebraico, che trova nella legge (torà) la formula della conoscenza e della verità, secondo la polemica attestazione del fariseo Paolo (Rom. 2,17 ss.). Sta qui la torà (nòmos) che fissa ciò che è giusto e ciò che è sbagliato nelle relazioni interpersonali; due esempi:

non rubare
: fissazione dei diritto al frutto del proprio lavoro; ma che cos'era il lavoro per l'ebreo? Quale il rapporto tra lavoro e culto religioso?
non fornicare
: uso buono del dono della sessualità e del diritto alla sessualità (Es. 20,1 ss.); vogliamo tentare un confronto rispettoso col problematico consiglio coranico di avere al massimo quattro mogli, o con l'esigenza del celibato per i sacerdoti della chiesa cattolica moderna? Come stavano le cose da principio?
Di più: che s'intende per diritto nel vangelo? (cfr, Gv. 1,11 ss.). E quali le conseguenze etiche di questo diritto?
Un diritto divino proprio di chi governa? Diritto del monarca, del vescovo (o dei vescovi)?
In questo contesto: perché l'empio passa come tempesta, mentre il giusto è dotato di un fondamento eterno (Prov. 10,25)? Qual è questo fondamento? La contrapposizione empio/giusto è la stessa che echeggia in Sl. 1,1 ss.? Come disse il cieco di Betsaida a Gesù: gli uomini mi sembrano alberi - uno strano esempio di confusione visionaria o una frase dotata di senso?
Che cos'è il fondamentalismo e chi sono i fondamentalisti?
Il concetto antico di fondazione era davvero fondamentale in una costruzione; si considerino gli ingegneri romani e la fondazione/costruzione dell'Anfiteatro Flavio; fondazione/costruzione delle grandi cattedrali (v. E. Zolla).

Dio: garanzia del buon fondamento e della sussistenza della costruzione.
L'ebreo osservava che l'universo sussisteva da tempo immemorabile, ergo: il fondamento del tutto dev'essere ottimo.
È di questi giorni agostani l'ennesimo avvertimento degli scienziati: stiamo esaurendo le ultime risorse del pianeta. Anche un'ottima costruzione, ben fondata, può dunque essere sfasciata? Quello che è stato fondato da Dio stesso non può essere scrollato e sussiste: ma ciò significa forse che l'uomo non è capace di esaurire tutte le risorse (acqua, materie prime) come dimostrano ormai gli scienziati?
C'è qualcosa in questo mondo che è sussistente, permanente e che davvero non può essere scrollato né distrutto? Cfr. Eb. 12,18 ss.: il che impone la domanda capitale: che cos'è il regno di Dio? In che consiste questo reame? Chiesa delle delusioni? Regno del terrore religioso ginevrino? Regno afferrato dai violenti? Regno del dio dei politici di ogni colore che non esitano a farne di tutti i colori?


Il fondamento costituito da diritto e giustizia
(Is. 28,14-18)

Discussione

Si noti il parallelismo con la parabola della costruzione e dell'inondazione (Lc. 6,48: Gesù attualizza la parabola di Isaia); Gesù afferma che l'uomo è chiamato da Dio alla responsabilità attiva di scavare profondo e a porre lui stesso il fondamento (su roccia o su rena)! Dunque non è solo Dio che fonda e stabilisce, ma egli chiama all'opera fondativa e fattiva anche l'uomo.
La precisa responsabilità di scavare profondo: contro ogni forma di superficialità, semplificazione, banalizzazione. Oggi la superficialità affligge molti aspetti della vita: governi superficiali, matrimoni superficiali, amicizia superficiale (anzi virtuale), leggi e norme superficiali, ma purtroppo anche cristiani e chiese superficiali. Tutto sembra fatto per non sussistere, fatto per la precarietà...
Si consideri bene la parabola della pietra in Sion (1 Pt. 2,1 ss. / Is. 28,16). La persona di Gesù Cristo fonda l'etica del credente (Eb. 1,1-4); la sua parola (= suo paradigma personale pratico) è ragione fondante della mia etica.

La religione ha proposto spesso un'etica ipocrita (esempi tratti da: cattolicesimo, ortodossia, protestantesimo, ecc.). Ciò ha originato la critica mossa alla religione, cioè l'a-teismo filosofico.
Oggi esiste però un a-teismo ben diverso, col quale è ben più difficile discutere, l'ateismo pratico: intacca credenti e non credenti; rifiuta qualunque fondamento per una costruzione duratura comune; perché non rubare, avendone l'occasione propizia? data l'opportunità, perché non fornicare?
La risposta all'ateismo pratico non può essere che la testimonianza e le scelte coraggiose dei credenti. Per loro vale infatti il criterio - criterio esigente e da non considerare con autocompiacimento - espresso in 2 Tim. 2,14-19.
 

Roberto Tondelli
 

Piccola bibliografia e nota

Elémire Zolla, Che cos'è la tradizione (1971). Si può non concordare con l'Autore in ogni sua affermazione, ma è difficile non apprezzarne la cultura e la provocazione a pensare proposta al lettore.

Hans Küng, Dio esiste? (1979), sulle argomentazioni dell'ateismo filosofico; Idem, Ciò che credo (2010), interessante anche per le osservazioni su alcuni aspetti dell'ateismo pratico.

Il materiale di questo studio presenta in forma stringata quanto è stato sviluppato nel corso di diverse lezioni e conversazioni. Può essere liberamente usato citando sempre la fonte. L'Autore resta a disposizione per domande, chiarimenti, osservazioni critiche e approfondimenti.


© Roberto Tondelli, 2010
chiesa di Cristo Gesù, Pomezia (Roma), agosto 2010

email: cnt2000@alice.it       tel: 339.5773986